Autore: Melodia Giovanni

Donatore voce: Romano De Colle

Centro di lettura: Letto in proprio

Regione/Stato di provenienza: Lazio

Lager: Dachau

Editore, anno: Mursia 1988

Durata: 16 Ore e 45 Minuti

Dettagli:

Nell’ottobre del 1943 Giovanni Melodia, oppositore antifascista incarcerato dal regime, viene deportato a Dachau. È un K.Z., campo di concentramento dove vengono internati detenuti politici, comuni, ex militari prigionieri di guerra, il cui destino è essere schiavi di Hitler, pedine sacrificabili dell’immensa macchina nazista. L’autore racconta, con una lucidità drammatica, la sua esperienza nel lager, la distruzione della personalità, l’organizzazione sottile, capillare della trasformazione dell’uomo in cosa, la tragedia dell’essere umano che, spogliato della sua dignità, in perenne bilico tra vita e morte, perde la sua umanità e si trasforma da vittima in carnefice.

A Dachau, una babele di nazionalità, gli italiani erano ultimi tra gli ultimi, schiacciati tra la macchina nazista e la violenza dei compagni di prigionia appartenenti a nazioni in guerra con l’Italia fascista. Il loro mondo oscuro è raccontato giorno per giorno con una scrittura asciutta, precisa, essenziale. È un racconto corale in cui emergono le voci disperate dei deportati, le urla dei Kapo, il sibilo della frusta, l’odore della fame, del freddo e della morte. Ma anche lampi di luce: il giovane Ivan, il violino di Schinoch, la storia di don Michele, le attività segrete di resistenza e sabotaggio. E la testimonianza di chi è sopravvissuto e porta il peso di essersi salvato diventa così non solo un atto di accusa nei confronti dei carnefici, ma anche un grido di speranza: nell’orrore più profondo la pietà non è morta.

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Di là da quel cancello

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